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martedì 28 gennaio 2014

Acido glicolico? Meglio in inverno





"Uno degli attivi più efficaci da utilizzare in questa stagione è l’acido glicolico, che ha la struttura molecolare più piccola tra tutti gli Alfa-Idrossiacidi e per questo possiede il più alto potenziale di penetrazione nella pelle - afferma la dottoressa Mariasandra Aicardi (nella foto), farmacista esperta in dermocosmetica - “rende la pelle più luminosa, liscia e levigata, perché altera i legami che permettono la coesione delle cellule superficiali e consente perciò di eliminare facilmente e rapidamente quelle accumulate nello strato superficiale dell´epidermide, ormai morte. In questo modo provoca una leggera esfoliazione, e allo stesso tempo stimola il rinnovamento della pelle attraverso la formazione di cellule nuove".

Credits: Mondadori Press
"In commercio ci sono ottimi prodotti contenenti acido glicolico che raggiungono una percentuale pari al 5%: ciò fa sì che siano adatti anche alle le pelli sensibili - prosegue la farmacista Aicardi.- In abbinamento a creme e lozioni a base di acido glicolico, è bene usare sempre cosmetici dalla funzione altamente idratante, proprio a causa dell'azione esfoliante dell'acido sullo strato superficiale dell'epidermide".
Per quali problematiche è indicato l'acido glicolico? "Per combattere le macchie scure, l'acne comedonica e l'acne in genere perché ne riduce le cicatrici - prosegue la farmacista.
Le ultime specialità cosmetiche sono dei veri e propri depigmentanti che si avvalgono di un cocktail di alfa-idrossiacidi, estratto di diatomea e D.A.B., tutte sostanze dall'elevata azione esfoliante che, per l'alta concentrazione, agiscono in tempi rapidi sugli inestetismi della cute".

Viso: gli anti età da usare in inverno

 


Se ben protetta dal freddo, in inverno la pelle gode di un'ottima change per prevenire i segni del tempo e riparare quelli già comparsi. Rughe, macchie e cedimenti possono essere efficacemente combattuti durante la brutta stagione. Quando i raggi del sole sono meno forti, infatti, si possono usare creme con principi attivi che rigenerano ed esfoliano la pelle del viso in profondità, senza alcun rischio dovuto ai raggi UV. Questi ultimi infatti possono sensibilizzare ulteriormente una pelle resa già "sensibile" - per modo dire -  dall'azione di esfolianti chimici, come le particolare sostanze anti età di cui parleremo, esponendola a macchie e irritazioni.
Per questo motivo gli esperti suggeriscono di usare gli attivi per cicli. Ecco che l'inverno torna utile per programmare un'efficace azione anti età. Ne parliamo con gli esperti in dermocosmesi della farmacia Aicardi di Bologna.

Se da un lato l’inverno favorisce la disidratazione e la secchezza è, per altri motivi, il periodo dell’anno ideale per affrontare e risolvere altri problemi della pelle dovuti al photoaging (l'invecchiamento dovuto all'esposizione del sole), come le macchie scure, le rughe sottili e l’ispessimento della cute che provoca colorito spento e mancanza di luminosità.
In caso di problematiche di questo tipo, la beauty routine invernale dovrebbe prevedere specialità cosmetiche anti age che si affiancano a quelle in grado di ristabilire il film idrolipidico della pelle, che risulta compromesso a causa di basse temperature, vento e altri agenti atmosferici.
Non solo contro segni marcati dell'invecchiamento, i principi attivi da usare inverno risolvono le prime problematiche della pelle legate all'età: quindi si possono usare a partire dai 35 anni - dice la dottoressa Mariasandra Aicardi, farmacista esperta in dermocosmetica - ma anche per eliminare inestetismi non legati all'invecchiamento, come l'acne e le sue cicatrici, il cloasma gravidico o da ormoni e persino la dermatite seborroica: tutte problematiche per le quali si ricorre all'esfoliazione.

mercoledì 1 gennaio 2014

Gambe e braccia, quando ci vuole il lifting


La trasformazione è così evidente che non occorrono molte parole per descriverla: con gli anni, i tessuti del corpo perdono consistenza e tonicità. Sicuramente il seno e l’addome - soprattutto dopo una o più gravidanze - ma anche le braccia e le gambe. Certo la “caduta” può essere rallentata da un’alimentazione attenta (ricca di antiossidanti, le sostanze che aiutano il ricambio cellulare) e da una costante attività fisica. Ma, comunque, succede: i tessuti diventano molli e cadenti, sembrano come “staccati” da quelli più profondi. Quando si verifica nel viso, questa caduta, si pensa subito al lifting, l’intervento capace di sollevare i tessuti e di eliminare la cute in eccesso e di conseguenza le rughe. La stessa tecnica si applica a braccia e gambe, ottenendo gli stessi effetti, cioè tessuti più compatti e di conseguenza dall’aspetto più “giovane”.




Il lifting inguino-crurale
«Per le gambe si ricorre al lifting inguino-crurale – dice Marco Klinger professore di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Milano-Istituto Clinico Humanitas -. Il punto di partenza sono cosce molli e cadenti, tipiche di donne che sono dimagrite di molti chili. Il punto di arrivo sono cosce più tese, compatte e ridotte. Il principio e la procedura sono gli stessi del lifting al volto: si scollano i tessuti più superficiali da quelli più profondi e li si riposiziona in modo corretto, per far sì che siano più in alto e più tesi».
Di sicuro non è tra gli interventi più “soft” (basti pensare che dura in media 1, 5-2 ore) e più frequenti, ma ha comunque il vantaggio di non lasciare cicatrici visibili. «È vero che le incisioni sono molto ampie e che di conseguenza le cicatrici sono estese – dice ancora Klinger -. Però sono naturalmente nascoste, in quanto posizionate all’inguine e sul pube». L’intervento avviene in anestesia generale e richiede qualche giorno di ricovero. I punti vengono tolti tra i 12 e i 15 giorni dopo l’intervento. «In questa fase, è fondamentale l’assoluta pulizia delle regioni in cui si trovano le cicatrici e la più grande attenzione a non sottoporre la zona a tensioni particolari. Perché la cicatrice si sviluppi nel migliore dei modi, infatti, è importante che non “tiri”».
Il lifting brachiale
Vale lo stesso – in termini di ricovero e attenzioni nel post-operatorio – per il lifting brachiale, un intervento previsto in due diverse modalità, a seconda della gravità. «Quando le braccia sono un po’ molli è sufficiente tirarle, risposizionando i tessuti. Se invece sono cadenti e grasse, si eliminano i tessuti in eccesso. Nel primo caso, le cicatrici sono nascoste nel cavo dell’ascella. Nel secondo, alla cicatrice nell’ascella se ne aggiunge una longitudinale, nella parte interna e superiore del braccio». A differenza del lifting agli arti inferiori, questo può anche avvenire in anestesia locale, di solito nei casi più lievi.
Per entrambi, però, c’è qualcosa che può “andare storto”? Oppure ci sono casi in cui l’effetto può comunque non essere gradevole? «Ci possono essere suture che si aprono e grandi ematomi, che richiedono molti giorni per essere assorbiti – dice Klinger -. Si tratta di casi piuttosto rari, ancora di più quando ci si è affidati a un chirurgo esperto e scrupoloso. Quanto alla qualità del risultato, di solito è buona, ma non bisogna dimenticare che, oltre all’abilità del chirurgo, incide anche la qualità dei tessuti: più sono elastici migliore è il risultato finale».  

Bellezza: con la crisi tagli ai trattamenti anche per le festività

In tempi di crisi, si registrano tagli significativi anche nel settore della bellezza, la cui spesa, sotto le festività natalizie si stima aggirarsi tra i 150 e 1000 euro per persona. Secondo una ricerca dell’Osservatorio MV Cosmetiques, realizzata su un panel di 800 donne di età compresa tra i 20 e i 60 anni, il 25% di queste, soprattutto in giovane età, non rinuncia al parrucchiere, dove spende in media 150 euro, tra taglio, piega e shatush, il nuovissimo trattamento schiarente per avere capelli come Belen.




 Il 40% circa, alla seduta dal parrucchiere aggiunge l’appuntamento dall’estetista per manicure, pedicure e ceretta, con una spesa media totale di 300/400 euro. Il 23%, soprattutto quarantenni, si sottopone inoltre a cure specifiche dall’estetista come pulizia della pelle e sedute di peeling per rendere il viso luminoso, al costo di circa 100 euro a visita, per un totale di 600 - 700 euro. Infine, un esiguo 12% prende la notte di Capodanno come pretesto per rivolgersi al chirurgo estetico e sottoporsi alle cosiddette “punturine” di acido ialuronico per cancellare le prime rughette del viso. Ma in periodo di crisi in molte (circa il 45% secondo l’Osservatorio MV Cosmetiques), soprattutto tra le giovani che non possono permettersi neanche un appuntamento dal coiffeur, si affidano ai cosiddetti rimedi della nonna per avere pelle e capelli perfetti l’ultima notte dell’anno, ignare che, in realtà, è bene non fidarsi dei trucchi casalinghi: particolarmente inefficaci nel settore della cosmesi, se non addirittura dannosi.

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